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» LA STORIA DI LONGI Stampa E-mail
Scritto da Administrator in data: Sabato 14 Febbraio 2009 18:17
 

 

Foto panoramica di Longi Da studi e comparazioni, effettuati da storici, pare che Longi sia stato fondato intorno alla seconda metà del IX secolo, l'ipotesi più accreditata pare essere che a fondarla siano stati gli abitanti scampati alla distruzione di una città, di origine greca, di nome “Krastos” incastonata nelle pendici dell'omonimo massiccio montuoso. Per quanto concerne la città di “Krastos” non si hanno ne notizie certe ne riscontri in luogo, mentre di certo si può affermare che la nascita e lo sviluppo del centro nebroideo e strettamente legato al “Castello” che fu edificato intorno al XII secolo.

Il Castello, che ancora oggi possiamo vedere, in realtà non era altro che una fortificazione che fungeva come punto di presidio della sottostante fiumara. L'insieme di mura e torri aveva una forma allungata da cui deriva il nome di “Castrum Longum” che poi col passare del tempo fu modificato in Longi. Le prime notizie storiche documentali risalgono al 1138 in un atto riguardante il cenobio basiliano de S. Filippo di Fragalà, mentre nel 1234 il centro di Longi divenne Baronia dei Lancia per volontà di Federico II di Svevia. Ad iniziare dal XI secolo, in particolare sotto i Normanni, Longi diviene un centro di notevole importanza dal punto di vista economico, culturale e religioso. Forti erano i legami con la vicina città di Demanna, poiché Longi faceva parte dello scacchiere difensivo della zona che faceva capo ad essa. Anche dal punto di vista religioso Longi era legato ai centri circostanti, infatti come nei dintorni anche a Longi vi era un convento basiliano con chiesa.

Sia il Convento Basiliano che della Chiesa Annunziata andarono completamente distrutti da una spaventosa frana staccatasi a monte del centro abitato, anche la chiesa SS. Salvatore fu distrutta ad esclusione del campanile. Segni tangibili ancora oggi sono presenti nella toponomastica del paese come la via 15 marzo 1851, data in cui per intercessione di S. Leone l'intervento divino fermò detta frana. Ancora oggi sono ben visibili nei pressi della piazza Fonte Pubblica i muri che facevano parte dell'abside della Chiesa Annunziata. Ancora più tangibili sono i segni della frana nella Chiesa SS. Salvatore, la quale si è cercato di ricostruire ma è rimasta incompiuta, infatti nella navata di destra vi è una scala realizzata in pietrame che ricopre un grosso macigno arrivato li a seguito di detta frana.

 

IL TERRITORIO DEL COMUNE DI LONGI

Festa del Crocefisso molti anni addietroLongi è situato a mt.620 slm il suo territorio che si estende per 42,12 kmq va da un minimo di mt.250 s.l.m. fino a mt.1727 s.l.m.. Tale situazione permette che nel territorio di Longi ci sia una spiccata varietà a livello vegetativo, faunistico e di conseguenza paesaggistico, che colloca Longi fra i più interessanti centri del Parco dei Nebrodi.
A dominare il territorio sono le Rocche del Crasto, affioramenti rocciosi calcarei di notevole importanza geologica e naturalistica.
Intorno al paese vi sono numerose borgate: Pado, Bonajunta, Crocetta, Zimmi, Stazzone e Filipelli perfettamente in armonia col paesaggio circostante.
Quasi tutte le contrade vi sono delle chiesette, mentre nel centro la Cchiesa è dedicata a S. Michele Arcangelo sovrasta il paese con la sua torre campanaria (alta 33m), infatti è la prima cosa colpisce un visitatore che arriva dalle varie vie d'accesso al paese.
Grazie alla dislocazione della catena montuosa che partendo da Messina con i Peloritani, proseguendo

con i Nebrodi per andare a finire a Palermo con le Madonie, si ha una barriera naturale alle correnti più fresche provenienti da Nord, che prima di oltrepassarla scaricano abbondanti piogge su questi monti permettendo alla vegetazione di poter crescere rigogliosa.
Faggete, cerrete e castagneti perfettamente armonizzati ed interconnessi tra di loro vestono questi monti con effetti cromatici meravigliosi.
Lo scenario e completato dal sottobosco dove possiamo trovare l'Agrifoglio, il Punditopo, la Dafne.
Sia aprono squarci panoramici che dai verdi boschi di Mangalavite seguendo i corsi d'acqua fino all'Azzurro Tirreno si perdono fra le Isole Eolie.
Boschi e prati sono presi d'assalto nel periodo di raccolta dei fungi che partendo da agosto si protrae fino a Dicembre, ovuli, prataioli, porcini e tante altre specie di funghi commestibili.
Verdi pascoli assicurano abbondante cibo agli allevamenti di bovini e caprini, anche l'allevamento dei suini e piuttosto diffuso. Particolare importanza riveste l'allevamento del Suino Nero dei Nebrodi, dal quale si ottengono numerosi prodotti di indubbia qualità.
Radicata negli anni è l'arte culinaria fondata sulla semplicità e la genuinità dei prodotti, molteplici sono i piatti tipici che si posso degustare ancora oggi nelle trattorie del posto, tanto che il casereccio in questi posti e la normalità.
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Febbraio 2009 18:19