
Il lontano inverno del 1851 era stato particolarmente rigido e lungo, con un freguente alternarsi di piogge e nevicate abbondanti, quindi ai primi raggi di sole della primavera il ghiaccio incomincio' a sciogliersi con il risultato che la terra era completamente zuppa di acqua.
A causa di tale processo, intorno ai primi di marzo nella contrada
filipelli incominciò a staccarsi dalla montagna un'enorme massa di terra e pietre che, prima lentamente poi man mano sempre più velocemente avanzava inesorabilmente verso il centro abitato del comune di
Longi.
La frana colpì quasi subito il convento di
Santa Maria, poi vennero travolte alcune case, la Chiesa del
SS. Salvatore e la
Chiesa dell'Annunziata.
Longi ormai sembrava inesorabilmente segnata dal destino, sembrava che nulla ormai potesse fermare quell'enorme frana.
La gente fuggiva per le strade come impazzita cercando di prendere dalle loro case quanto più potevano prima che la frana li travolgesse inesorabilmente ma non sapevano dove andare, cosa fare.
In preda al panico si raccolsero tutti in Chiesa per pregare ma d'impulso presero la statua del Patrono
San Leone e la portarono in prossimità della frana.
Inspiegabilmente la frana diminui di velocità e continuando ad avanzare si divise lentamente in due rami oltrepassando di poco la statua di
San Leone, che non fù neanche sfiorata e subito dopo si fermò.
Questo evento miracoloso si verificò esattamente il 15 marzo del 1851.